Un autodromo, 8.553 CV, 16 automobili… Una sola vincitrice! Parliamo della Speed Week, l’annuale festival della velocità molto amato dai fan del magazine. Tutti i dettagli li trovate sul nuovo numero di TOP GEAR di dicembre 2020, disponibile in edicola.

Questo mese, per vari motivi, il team di Top Gear è andato spesso in pista per provare le auto, realizzare i servizi fotografici e, perché no, divertirci. Per questo numero ci siamo stati per provare le 16 auto del nostro Speed Week annuale, per testare il Garmin Catalyst e per provare l’Audi R8 Coupé Performance.

Sinonimo di velocità e teatro di leggendarie sfide agonistiche, la pista è paradossalmente il luogo più sicuro per sfogare la propria voglia di velocità a patto di seguire poche sensate regole e usare sempre la testa. Circuiti veloci della vecchia scuola come Monza e Imola, o tecnicissimi tracciati moderni come Misano e Mugello, non c’è circuito – a eccezione di Lombardore – che non offra qualcosa di speciale con cui misurare se stessi e la propria auto in sicurezza e, cosa non trascurabile, divertendosi. C’è però un pericolo subdolo, maligno e invisibile che si annida negli autodromi capace di uccidere le emozioni di guida e azzerare il divertimento: il suo nome scientifico è “Il Tempo Sul Giro”.
Per i piloti il tempo sul giro è tutto e gli unici a goderne davvero sono i vincitori che, con il loro tempo, si sono messi alle spalle tutti gli altri. Il tempo sul giro è subdolo perché la storia dell’automobilismo narra quanto questo sport dipenda dalla testa e spesso sono bastati un paio di decimi di secondo per abbattere le certezze e mandare in depressione piloti eccezionali. Tra gli appassionati questo non dovrebbe succedere perché chi va in autodromo di domenica ci va per divertirsi, non per competere. Eppure tra gli appassionati c’è chi va in autodromo come fosse un martirio perché, invece di godere delle emozioni di guida e guardare i tempi con atteggiamento goliardico, ha come unico fine abbassare il proprio tempo sul giro e quando non ci riescono – cioè 9 volte su 10 – finiscono il turno incazzati e tornano a casa scazzati.
A meno che non abbiate deciso di fare il pilota professionista, evitate di farvi contagiare dal morbo del tempo sul giro e, semmai, concentratevi sulle sensazioni e sulle emozioni di guida: continuerete a divertirvi a lungo, un po’ come i partecipanti ai trofei monomarca che si qualificano in ultima fila e passano sotto la bandiera a scacchi sempre in ultima posizione e, nonostante i risultati, sono felici perché si sono divertiti.

L’editoriale

Sommario

Informazioni

Top Gear di dicembre 2020 è acquistabile in tutte le edicole al prezzo di € 4,50.

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