In copertina del numero di Quattroruote di Luglio, la nuova Honda Jazz, disponibile anche in versione ibrida.

L’editoriale

E siamo giunti alla Fase 3. Mentre l’Italia allenta le misure di contenimento, l’emergenza coronavirus diventa soprattutto economica: nel mondo dell’auto, in particolare, le Case devono fare i conti con una situazione sempre difficilissima, mentre la clientela resta alla porta e attende gli incentivi promessi dalla politica.

Ed è per questo che Quattroruote di luglio, già disponibile in Digital Edition e in edicola da martedì 30 giugno, indaga nuovamente sugli effetti della pandemia: con il dossier #backontrack, un hub per immaginare la mobilità del futuro, ma pure con le inchieste sulle storture generate dal Covid-19, come gli odiosi rincari (da noi ribattezzati “tassa Covid”) applicati in alcune officine; oppure l’analisi sulle occasioni, tutte da dimostrare, che sembrano fioccare ovunque dopo la quarantena. Ovviamente non mancano le novità, le analisi, i test del Centro Prove di Vairano e i contenuti esclusivi: come l’impressione di guida della Ferrari SF90 Stradale, mostruosa ibrida plug-in da 1.000 CV.

Honda Jazz

Con il debutto della quarta generazione, sul razionale pentagramma della Honda Jazz compare una nota più accesa del solito: si chiama Crosstar, affianca la versione tradizionale e strizza l’occhio, nell’estetica, alle Suv di segmento B. Forte del passaggio – definitivo – al powertrain ibrido di serie, condiviso fra l’altro con la sorella maggiore CR-V, questa Jazz ci ha piacevolmente stupito non solamente nel confort, ma pure nei consumi, davvero bassi

Land Rover Defender

No limits come sempre, ma in un’interpretazione assolutamente contemporanea. Per non essere prigioniera del passato, la Defender si apre a tutto ciò che finora aveva rifiutato con sdegno: e cioè tecnologia, confort e sicurezza. Che sia una Land Rover lo si capisce subito, che sia diversa da tutte le altre in listino è altrettanto lapalissiano, che sia una Defender non c’è proprio alcun dubbio. Ma ora vi chiederete come si comporta questa nuova Land, come va su strada e soprattutto se, in off-road, è ancora quel mezzo inarrestabile che l’ha resa famosa negli anni. In altre parole, se riesce a mettere d’accordo qualità e caratteristiche in genere ben poco conciliabili tra loro.

Mercedes GLA

Avete presente la prima generazione della GLA? Era una sorta di Classe A rialzata, una crossover che dava quasi l’impressione che a Stoccarda non ci avessero creduto fino in fondo. Adesso, però, alla Mercedes hanno cambiato rotta: lunga come prima, anzi un centimetro e mezzo più corta, ma più larga e soprattutto più alta di 10 cm. Così la seconda serie della GLA, ottavo modello della proficua famiglia Mfa, diventa una Suv a tutti gli effetti. Guadagna qualche centimetro anche dentro, specie dietro (ma il baule resta soltanto discreto) e riceve in dote le innovazioni comuni alle sorelle di piattaforma: abitacolo ben rifinito, plancia hi-tech con un infotainment di livello, Adas di ultima generazione e nuovi motori. Tra cui il 1.3 turbobenzina da 163 CV realizzato in collaborazione con la Renault, un propulsore che dà soddisfazioni quando premi il pedale destro, ma anche quando devi fermarti a far rifornimento. Il confort? Ottima la silenziosità, mentre l’assetto è un po’ rigido.

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