In un’epoca in cui i mezzi di comunicazione sono così diffusi, abbiamo perso la capacità di adoperare il linguaggio in modo chiaro. Usiamo frasi fatte e modi di dire stereotipati, dimenticando che le parole hanno un grande potere: possono darci benessere, ma possono anche ferirci e farci ammalare. Dobbiamo ritrovare il nostro linguaggio personale e scegliere le frasi giuste per riuscire a parlare efficacemente con i familiari, il partner, gli amici e i colleghi. Se recuperiamo la nostra voce spontanea miglioriamo il rapporto con gli altri e anche con noi stessi: Corso pratico: impariamo a comunicare è il libro che ti aiuterà a farlo in dieci comode lezioni.

L’indice del libro

  • Editoriale | Come capire gli altri e farsi capire meglio
  • Lezione 1 | Il potere creativo della parola
  • Lezione 2 | Attenzione alle parole sbagliate
  • Lezione 3 | Come fare a comunicare meglio
  • Lezione 4 | Quando parliamo a noi stessi
  • Lezione 5 | Il dialogo nella coppia
  • Lezione 6 | Il linguaggio in famiglia e con i figli
  • Lezione 7 | Conversare con gli amici
  • Lezione 8 | Esprimere se stessi sul lavoro
  • Lezione 9 | Tenere discorsi in pubblico
  • Lezione 10 | Le posture e i gesti parlano

Quello che diciamo cambia noi e gli altri

Che la comunicazione sia, oltre che uno strumento fondamentale per relazionarci con il mondo esterno, anche è soprattutto un’arte è un fatto universalmente riconosciuto. Ma quanti sanno che le modalità con cui comunichiamo con noi stessi e con gli altri possono anche trasformarsi in una fonte di salute e benessere o, viceversa, in una causa di disagio e malattia? Ci sono infatti momenti e circostanze della vita in cui le parole riescono a diventare pesanti come pietre, taglienti come coltelli o al contrario non lasciare alcuna traccia laddove invece sarebbe stato necessario imprimere un segno. All’opposto, in altre situazioni le parole salvano, consolano, coccolano, scaricano tensioni e generano energia, trasformandosi da pura espressione emotivo-verbale in autentica terapia. Del resto, i grandi saggi in tutte le culture, anche le più antiche lo sapevano: le parole creano, hanno il potere straordinario di cambiare la realtà e di modificare profondamente il nostro pensiero.

Tacere non è segno di debolezza

Chissà perché, crediamo che il grande comunicatore non si trovi mai in imbarazzo, mai senza parole, che debba sempre evitare di stare zitto. Le tecniche insegnano a non farsi mai cogliere in fallo dall’avversario, ci inculcano uno stile comunicativo che è fatto unicamente di mosse e contromosse: dicono che chi tace ammette la propria incertezza e, quindi, anche una potenziale debolezza. Così facendo ci sentiremo sempre obbligati a evitare i silenzi, a riempire ogni pausa con un diluvio di parole. Ma in tal modo riusciamo solo ad aumentare il rumore che disturba e nasconde ciò che abbiamo veramente da dire.

Fonte: riza.it