In copertina de “il mio cane” di ottobre il pastore svizzero bianco, un cane robusto, ben muscolato, di media taglia, dagli orecchi eretti e dal mantello doppio di lunghezza media o lunga.

Nasce dall’appassionato lavoro di selezione compiuto alla fine del XIX secolo dal capitano Max von Stephanitz (1864-1936) e che ha portato al Cane da pastore tedesco cos√¨ come lo conosciamo attualmente. Fin dal primo soggetto di Stephanitz, chiamato Horand von Grafrath, √® apparso chiaro come il colore bianco non sia altro che uno dei colori naturali di questo cane, al pari del grigio, del nero, del nero focato.

Vari discendenti di questo primo pastore tedesco non a caso sono risultati bianchi. Alla prima met√† del Novecento risalgono alcune fotografie di esemplari di pastori tedeschi bianchi e in un libro dello stesso Max von Stephanitz √® pubblicata la foto del cane bianco Berno von der Seewiese. BIanco era anche il nonno di Horand, chiamato Greif Sparwasser, Greif peraltro non era nemmeno l’unico ascendente bianco dei primi soggetti della razza. In un testo di Milo Denliger del 1947 troviamo un’altra testimonianza di questa variet√† di colore: compaiono infatti le foto di altri pastori tedeschi bianchi. Nel 1933 la variet√† a pelo bianco √® stata esclusa dalla SV (La societ√† che tuttora tutela il Pastore Tedesco), in quanto ritenuto troppo visibile durante i pattugliamenti notturni. Negli USA e in Canada la variet√† a pelo bianco veniva e viene ancora oggi accoppiata ancora con i colori riconosciuti dalla FCI, tanto che prima di diventare il pastore svizzero bianco, qui in Italia veniva chiamato pastore canadese. Nel 1970 la Sig.ra Agata Burch porta in Svizzera dall’America quello che √® considerato il capostipite della razza, Lobo White Burch. In realt√†, essendo il colore bianco recessivo, soggetti bianchi hanno continuato a nascere e nascono tuttora anche in Europa da pastori tedeschi “colorati” dato che un gene recessivo pu√≤ rimanere nascosto generazioni prima di trovare un pari requisiti e farsi notare, anche se ovviamente la cosa non era/√® troppo pubblicizzata.

Il manto candido ha comunque sempre avuto i suoi estimatori e cos√¨ alla fine del secolo scorso un certo numero di appassionati, nei paesi del vecchio continente, ha provato la strada della riconciliazione, cercando di far di nuovo riconoscere come pastore tedesco anche la variet√† bianca, ma dato il rifiuto della SV e del mondo del pastore tedesco “classico”, non rimase quindi che farne una nuova razza a parte. Fu la Svizzera la prima a ottenere i requisiti per far riconoscere in modo dapprima provvisorio e dopo 10 anni definitivo, il pastore svizzero bianco alla FCI, ed ecco perch√© si chiama pastore svizzero bianco.

Il 26 novembre 2002 si è giunti al riconoscimento della razza, a titolo provvisorio, da parte della FCI. Il nome ufficiale è pastore bianco svizzero (berger blanc suisse). La razza poteva dunque ottenere i titoli e avere il pedigree con il logo FCI, ma non ancora ottenere il CACIB.

Il riconoscimento ufficiale si √® avuto nell’assemblea generale della FCI del 4 e 5 luglio 2011 con la circolare N¬ļ 65. Viene incluso nel gruppo, 1, sezione 1 (cani da pastore e da bovaro, esclusi i bovari svizzeri) con il numero di razza 347 (Weisser Schweizer Sch√Ęferhund).

Carattere

Carattere vivace ed equilibrato, attivo nel comportamento, attento e facilmente addestrabile. Approccio amichevole e discreto. Si distingue per socievolezza e attaccamento al suo conduttore. Mai pauroso o aggressivo senza motivazione. Cane da lavoro e da sport gioioso che apprende con facilit√†, impiegabile in molteplici discipline. La sua grande socievolezza gli permette una spiccata capacit√† di adattamento e inserimento in ogni tipo di evento e situazione. √ą un cane che ha bisogno di movimento, ma non √® indispensabile, segue volentieri il proprietario nelle sue gite e attivit√†, ma sa anche “spegnersi” e dormire in caso non ci sia modo e tempo per farlo, al contrario di altri cani da lavoro che invece lo richiedono per non diventare iperattivi e distruttivi in casa.

Scopri di pi√Ļ a proposito di questo fantastico esemplare sul numero di ottobre de “Il mio cane”, disponibile in tutte le edicole.

Fonte: Wikipedia