A distanza di quattro anni dal riconoscimento da parte del Kennel Club, il Jack continua ad avere una diffusione limitata in Gran Bretagna, dove la razza √® nata, mentre l’Italia √® diventata la sua patria di adozione. La ragione? Come carattere √® molto italiano e pochissimo britannico!

La denominazione generica di Jack Russell in Gran Bretagna comprendeva, una volta, cani di piccola taglia molto eterogenei e proprio questo rendeva impossibile, a detta del Kennel Club, la redazione di un unico standard, motivo per cui il Jack Russell veniva iscritto solo nell’Activity Register (quello riservato ai cani da lavoro) o nel Companion Register (per i cani da compagnia).

Il primo gennaio del 2016, per√≤, √® avvenuto il riconoscimento ufficiale da parte del Kennel Club ma questa decisione, per quanto importante dal punto di vista cinotecnico, non ha sortito un grosso risultato dal punto di vista numerico: 150 i cani registrati nel 2016, 136 nel 2017, 205 nel 2018 e 266 nel 2019, cifre che indicherebbero che il Jack possa essere considerato, anche se non figura nell’elenco ufficiale, una delle vulnerable breeds, razze britanniche con iscrizioni annuali inferiori alle 300 unit√†. La stessa Australia, considerata Paese di sviluppo del Jack, nel 1991 (anno del riconoscimento da parte dell’Australian Kennel Club) fa registrare 518 cani e, dopo una costante crescita che dura fino al 1998 (con 1.977 iscrizioni) comincia una lenta discesa fino a vedere iscritti solo 787 cani nel 2018.

Ben diversa √® stata l’evoluzione della popolarit√† del Jack in Italia all’idomani del riconoscimento ufficiale da parte della FCA avvenuto nell’ottobre del 2000.
Il nostro Paese, infatti, si è caratterizzato per una progressione che non ha avuto uguali in nessun altro luogo e i numeri non lasciano dubbi in tal senso: 111 i Jack iscritti nel 2001 che diventano 589 già nel 2002, poi 1.040 nel 2003, 1596 nel 2004, 1794 nel 2005, 2289 nel 2006, 2967 nel 2007 (e ingresso nelle top ten!), 3.271 nel 2008, 4078 nel 2009, 5.016 nel 2010, 5321 nel 2011, fino ai 5.751 nel 2012 che piazzano la razza al quarto posto per gradimento degli Italiani dietro Pastore Tedesco, Setter Inglese e Labbrador.

Negli anni successivi si registra per√≤ una lieve flessione, probabilmente inevitabile, e nel 2018 il Jack cede il passo a Chihuahua, Golden Retriever e Segugio Maremmano ma resta il Terrier preferito dai cinofili di casa nostra. Il piccolo del branco dei cacciatori in tana”, insomma, qui da noi ha ancora molto da dire.

Fonte: la rivista