La forza del Sole sta nel suo essere “normale”. Nel senso che, per esempio non è né troppo grande né troppo piccolo, né troppo caldo né troppo freddo. Un mix di caratteristiche che lo ha reso la stella ideale perché su un pianeta del suo sistema evolvesse la vita. Cioè noi. Tutto ha avuto inizio qualcosa come 4,6 miliardi di anni fa, quando in un angolo appartato della nostra galassia, la Via Lattea, si trovava una nube di gas e di polveri.

Che cosa ha innescato, in quella nube, la formazione di nuove stelle, Sole compreso? Il merito potrebbe essere di una minuscola galassia satellite della nostra, chiamata Galassia nana ellittica del Sagittario, che ha il brutto vizio, ogni tanto, di passare attraverso la Via Lattea. Di questi incontri ravvicinati, un gruppo di ricerca guidato da Tomás Ruiz-Lara dell’Istituto di astrofisica delle Canarie ne ha di recente identificati almeno tre, avvenuti rispettivamente 5,7 miliardi di anni fa, 1,7 e 1 miliardo di anni or sono. Ognuno di questi eventi ha scatenato la formazione di nuove stelle, e il più remoto, in particolare, potrebbe aver favorito anche la nascita del Sole.

Che, bisogna sottolinearlo, è fatto anche con materiale di scarto”. La nostra stella infatti, non è composta solo da idrogeno ed elio, che si formarono in gran parte all’inizio della storia dell’universo. Al suo interno, guardando bene, si trova traccia, in piccole quantità di quasi tutti gli elementi chimici della tavola periodica.

Il Sole li ha inglobati quando è nato, raccogliendo il materiale formato all’interno di stelle vissute in precedenza, che poi sono esplose rilasciando ciò che avevano creato al loro interno, a disposizione di nuove generazioni di stelle e di pianeti. L’universo ricicla tutto, al 100%.

Fonte: la rivista