Le cento salite più belle del mondo. Scopritele sul nuovo numero di Cyclist, disponibile in edicola.

Tutti amano le classifiche, perché a tutti piace discutere di primati. È arrivato il momento di mettere in fila le località che meritano di essere visitate e scalate. La priorità è sempre divertirsi.

Mettiamo sotto la lente di ingrandimento le cento salite più belle del mondo. Per alcune c’è bisogno della straordinarietà di un Grande Giro. Non è il caso di Sa Calobra nelle Baleari, a Maiorca – paradiso dei ciclisti europei che vogliono allenarsi a temperature miti in inverno. Fra le vette da sfidare almeno una volta nella vita segnatevi il Tourmalet, la prima delle grandi montagne a essere stata inserita nel Tour de France nel 1910, e il Galibier, che gode dell’aiuto del Vicino Télégraphe. Si Affrontano in sequenza, e si tocca il cielo con un dito. Come sul Mont Ventoux, col suo paesaggio lunare teatro di grandi duelli. Indimenticabile quello fra Lance Armstrong e Marco Pantani nel 2000. E poi ci sono le nostre eccellenze. In ordine sparso: Valparola, Sella, Tre Cime di Lavaredo, Duran, Stelvio, Mortirolo, Gavia, Giau, Gran Sasso, Nivolet, Etna, Rolle, Blockhaus. Senza dimenticare: Basilica di Superga, Muro di Sormano, Colle dell’Agnello, Monte Grappa e Colle delle finestre. Abbiamo lavorato a lungo e con accuratezza, ma tocca a voi scegliere la cima che per bellezza paesaggistica e impresa personale merita un posto d’onore. Sappiate che vi portiamo anche in Alta Badia (pag. 70), fra le Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO (dove è già stato definito il calendario delle giornate in cui si potrà pedalare su questi passi leggendari chiusi al traffico motorizzato), e a Rodi (pag.28). L’isola greca offre una vista mozzafiato sul Mediterraneo, ascese impervie, strade ben tenute e senza confusione. Gli orizzonti da esplorare sono infiniti, e in sella magicamente si ampliano. La bicicletta ci fa indossare abbigliamento sempre più evoluto, ma anche stati d’animo. In questi tempi difficili ci ha regalato momenti di svago e di sport, nel rispetto delle nuove abitudini emergenziali. Anche la lettura ci ha fatto evadere e affacciarsi alla vita. Questo mese vi raccontiamo la storia del campione invisibile” Maurice Burton (pag. 62) e di Louison Bobet (pag. 26), primo corridore nella storia a vincere tre edizioni consecutive della Grande Boucle. Non ci resta che emozionarci col Giro d’Italia…

L’editoriale

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