Che ci sia qualcosa di soprannaturale in questa terra calabrese affacciata sul Tirreno lo si capisce già dal nome turistico: Costa degli Dei. Saranno forse le tante leggende che la legano al mito, sarà la grandiosità dei paesaggi che i più romantici vorrebbero forgiati da mani divine. O forse è stata semplicemente la natura a essere così generosa, benedetta da un clima straordinario che dà vita ad autentici gioielli botanici, come le grandi felci preistoriche che crescono nei profondi valloni dell’entroterra, o a prodotti dalle proprietà organolettiche eccezionali come la cipolla rossa di Tropea.

Fatto sta che qualcosa di prodigioso ce l’ha il tratto di litorale in provincia di Vibo Valentia che da Nicotera si spinge a nord fino a Pizzo Calabro, passando per le spiagge di Tropea. Qualcosa che si ritrova anche nel Dna della popolazione autoctona e di cui si era accorto Ancel Keys. Il biologo americano, incuriosito dall’estrema longevità degli abitanti, condusse tra il 1957 e il 1969 a Nicotera lo studio sulla dieta mediterranea, oggi Patrimonio Culturale Immateriale Unesco, che avrebbe poi completato in Campania, nella zona del Cilento.

Keys non fu l’unico a essere attratto dal fascino arcaico di questo luogo. «ll posto più bello della terra»: così lo definì lo scrittore trevigiano Giuseppe Berto, autore di romanzi come Il cielo è rosso e Il mare oscuro. Approdato qui dal Veneto sulla strada per la Sicilia, decise di mettere radici a Capo Vaticano. Dove abbagliato da tanta bellezza comprò un terreno e vi realizzò il suo piccolo eden con vista sul mare, oggi trasformato in villette di charme per turisti. Siamo nel cosiddetto “corno di Calabria”, il promontorio che fa da spartiacque tra il golfo di Gioia Tauro a sud e quello di Sant’Eufemia a nord: un susseguirsi di scogliere aguzze che si gettano in mare, formando piscine naturali dalle abbaglianti sfumature turchesi e spiagge di fine sabbia bianca.

Alcune di esse sono raggiungibili solo in barca o con ripidi sentieri, per altre basta l’auto, come a Nicotera Marina, che si trova a circa mezzo chilometro in linea d’aria dal borgo antico, più in collina. A Nicotera “alta” si arriva a piedi tramite un sentiero, oppure seguendo per circa tre chilometri il tortuoso tracciato stradale. La Marina si sviluppa invece a ridosso dell’arenile, sul quale si alternano lidi attrezzati a tratti di spiaggia libera.

Fonte: la rivista