Nuove utilitarie ibride ed elettriche da scoprire sul nuovo numero di AL VOLANTE di dicembre 2020, disponibile in tutte le edicole.

Ibride plug-in: un’opportunità. Ma usiamole di più in elettrico
CHE LE IBRIDE PLUG-IN siano le auto del momento e fuori discussione. Sono quelle su cui le case hanno molto investito negli ultimi anni, perché, emettendo poca CO2 nei cicli di omologazione, evitano le multe milionarie previste dall’Unione europea per i costruttori che sforano i limiti. Come le altre ibride, abbinano uno o più motori elettrici a quello termico principale, che così vede rifarsi il suo impegno e consuma meno benzina o gasolio. Ma le plug-in offrono un vantaggio in più: le loro batterie si possono caricare dalla rete elettrica e hanno una capacità tale da garantire il funzionamento a zero emissioni per decine di chilometri. Certo, non costano poco, ma gli incentivi (in vari Paesi europei tra cui il nostro) aiutano.
QUESTE AUTO SONO L’IDEALE per chi abita nelle grandi città, ma ha la necessità di compiere anche dei viaggi di una certa lunghezza e non se la sente di passare armi e bagagli all’elettrico. Tutto bene, allora? Non proprio se uno dei colossi del noleggio a lungo termine, la LeasePlan, le ha sconsigliate ai propri clienti business, facendo notare che se non si sfrutta la modalità di guida in elettrico (il vero punto di forza di questi modelli), le mirabolanti promesse in tema di consumi ed emissioni che si leggono nelle brochure resteranno tali. Meglio puntare sulle elettriche pure. La LeasePlan (che pure offre diverse plug-in nel suo catalogo online) ha poi precisato che quella comunicazione era destinata ai Paesi Bassi. Dove, nonostante la fitta rete di colonnine, i clienti non se ne servono per le plug-in, indifferenti al fatto che, una volta esaurita la carica, i vantaggi di queste auto si riducono drasticamente, e anzi, dal punto di vista ambientale si finisce per pagare un conto salato per il maggior peso dell’auto dovuto alla grande batteria e al motore elettrico.
IN OLANDA COME IN ITALIA, queste auto andrebbero usate meglio. Impressionati dai dati ufficiali di consumo (spesso inferiori ai 2 litri per 100 km), molti ignorano che tali exploit si devono al ciclo di omologazione che privilegia il funzionamento a batteria. Una pratica da attuare anche nell’impiego quotidiano, con ricariche frequenti. Solo guidando il più possibile in modalità elettrica, il portafogli e l’ambiente ringrazieranno. E tutti noi che finanziamo gli ecobonus cui le plug-in danno diritto, avremo l’impressione che le nostre tasse servano davvero a qualcosa.

L’editoriale

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Informazioni

Al volante di dicembre è acquistabile in tutte le edicole al prezzo di € 1,50.